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Recensire un album dei Tool non è affatto semplice in quanto siamo al cospetto di quattro musicisti il cui genio ha valicato confini che altri possono raggiungere solo nel mondo dei sogni. Aenima è senza dubbio l'apice massimo toccato dalla band del leader e vocal Maynard James Keenan. Catalogare la musica del gruppo è un'impresa ciclopica in quanto non sono ne strettamente metal ne si possono accostare ai canoni del classico hard rock , molti addetti ai lavori per dargli a tutti i costi una collocazione sonora li hanno definiti "progressive art metal" non sò se sia il termine più adatto ma di sicuro che le loro canzoni siano opere d'arte non c'è ombra di dubbio. Ok, rompo gli indugi (e spero solo quelli) e tento di "raccontarvi" la loro musica. Innanzi tutto non vi farò il solito elenco delle canzoni più rappresentative perchè sarebbe uno sgarbo all'album stesso che è da apprezzare nella sua interezza in quanto ogni singolo episodio è legato all'altro in modo indissolubile. Aenima è il frutto di un minuzioso studio dei suoni fatto da Adam Jones (chitarra), Justin Chancellor (basso) e Danny Carey (batteria) in cui i riff saturi che possono ricordare i Black Sabbath del periodo più doom vanno a miscelarsi con maestria alla geniale psichedelia di mostri sacri come Pink Floyd e King Crimson dando vita a sonorità celebrali ed enigmatiche (con canzoni che toccano anche i 10 minuti), il tutto arricchito dalla voce di uno straordinario Maynard che riesce ad essere allo stesso tempo teatrale, epico e sinuoso garantendosi un posto tra le voci più belle e particolari nel mondo del rock. Se esistesse la perfezione in musica le note di Aenima sarebbero ad un passo dal paradiso. Mostruosamente unici.
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