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Intervista Moonspell
Scritto da Girli   
Venerdì 01 Ottobre 2010 14:37

Intervista Moonspell

Moonspell

 

27 Marzo 2007
I Moonspell. Una grande band, una band professionale, una band magica.
Iniziano nel 1993 come Black Metal band con il loro ‘Anno Satanae’e nel 1994 si fanno conoscere dando alla luce il loro mini-cd di debutto dal titolo ‘Under The Moonspell’.
Durante questi tredici anni hanno realizzato altri sette album mescolando suoni oscuri, melodia, ritmi latini e pathos atmosferici, mostrando un’evoluzione che parte da suoni seminali fino ad arrivare a creare qualcosa di veramente originale.
Oggi The Murder Inn è qui al New Age Club di Roncade (TV) per fare una chiacchierata con loro riguardo l’ultima release targata 2006 dal titolo ‘Memorial’.
Grazie a Pamela “Pamy” di KizMaiAz ed a Daniel “Danny” Goeber di Mad, loro tour-manager, stasera possiamo essere qui ad assistere ad un grande concerto ed incontrare Mike Gaspar, batterista della band; una persona simpatica, disponibile e loquace che ci condurrà all’interno dell’universo dei Moonspell.
Dopo aver parlato di Death Metal, Black metal, differenze tra Death Metal Americano ed Europeo, rinascita del Metal in Italia, ecco di seguito quanto emerso da questa simpatica chiacchierata.

 

Girli: Ciao Mike. È un piacere incontrarti. Ti va di presentarti ai nostri lettori così per rompere il ghiaccio?

Mike: OK! Ciao sono Mike, il batterista dei Moonspell, suono la batteria da quando avevo sedici anni e sono veramente lieto di incontrarvi.

Girli: Bene Mike! Parlaci un po’ di questo ‘Memorial’. Io credo che sia un album completo, melodico ed oscuro allo stesso tempo, giusto?

Mike: Hai detto bene! Dunque, ‘Memorial’ è un album che rappresenta qualcosa che stavamo cercando di fare da molto tempo. Siamo cresciuti come band e volevamo provare a mischiare sonorità differenti per andare a valutare il nostro miglioramento come musicisti e per misurare la nostra capacità di suonare cose differenti. Tutti noi siamo cresciuti ascoltando gruppi come Bathory, Celtic Frost e tanti altri, in un periodo in cui essi erano ancora underground. Questi gruppi hanno sempre portato all’interno dei loro album sperimentazioni che li rendevano differenti da tutte le altre bands; al punto tale che sino i fans di vecchia data a volte non capivano ciò che essi facevano.
Una componente che avevano le bands in questione era l’originalità e noi abbiamo sempre ammirato questa loro componente. È infatti questo il motivo per cui le adoriamo ancora.
In ‘Memorial’ abbiamo quindi voluto prendere la parte oscura di questa musica e mischiarla con le sonorità della nostra terra.
Se andiamo a vedere la scena Metal in generale, tutte le bands hanno delle caratteristiche se le si ascolta attentamente: quelle inglesi usano un certo sound, quelle tedesche un altro, le greche un altro ancora e via dicendo.
Noi abbiamo voluto portare il nostro essere lusitani all’interno del mondo Metal e lo abbiamo fatto con queste sonorità. Io sono soddisfatto di ciò che abbiamo fatto perché puoi riconoscere i Moonspell in quest’album. Bisogna dire che abbiamo sempre tentato di fare ciò ma qui lo abbiamo fatto in modo più preciso.

Girli: La mia canzone preferita è ‘Finisterra’. È grandiosa perché unisce melodia, chitarre potenti e le vostre radici Black Metal. È una canzone grandiosa anche per le parole in essa contenute. Durante l’Impero Romano il Portogallo era appunto considerato la fine della terra. Ci puoi dire qualcosa riguardo ad essa?

Mike: Sì è una canzone molto personale. Cercando di spiegarti ‘Finisterra’ posso dirti che il Portogallo è il punto più ad Ovest del Continente Europeo e che molte volte la gente si dimentica che esiste questo stato.
Uno stato piccolo ma che se andiamo a vedere ha una storia molto forte. Basti pensare che è riuscito a portare le sue tradizioni e la sua lingua anche Oltreoceano.
Molti si dimenticano che esso esiste e vengono quindi ignorati la sua tradizione storica, le sue leggende ed i posti stupendi che esso racchiude.

Girli: Ho letto un’intervista a Fernando tempo fa e mi ha colpito quando affermava che i portoghesi sono influenzati molto da questa condizione di “finisterra”.

Mike: Esattamente. Come hai affermato poco fa, per i romani il Portogallo era la fine della terra, oltre c’era l’ignoto. Questa condizione di essere al confine e di non poter andare oltre, ha influenzato moltissimo l’anima dei portoghesi.
La gente anche se sorride ed è gioviale si porta dentro tanta tristezza; una tristezza che è presente geneticamente in noi e che accomuna molte popolazioni bagnate dal Mediterraneo.
Bisogna comunque ricordarsi che alla fine della terra c’è una luce e questa è il Portogallo, che noi amiamo e che teniamo costantemente vivo in noi, portandolo dentro di noi quando suoniamo. Per questo essa è una canzone molto personale.

Girli: Ti faccio ora una domanda che riguarda la produzione. Com’è stato lavorare con Waldemar Sorychta? Per me è un grande produttore ed anche un grande musicista ed immagino che tu sia d’accordo con me, vero?

Mike: Certamente! Waldemar è una persona eccezionale ed ha un talento naturale. La ragione per cui abbiamo scelto di lavorare con lui è che abbiamo sempre adorato quello che ha creato. Vedi ciò che ha fatto con i Tiamat, vedi il suo progetto Grip Inc., ecc…
È una persona che crede fortemente in ciò che fa e lo fa con una passione che non può fare a meno di coinvolgerti. È un musicista a 360° che ha portato uno stimolo eccezionale a noi come band ed in più è stata un’esperienza interessante poter lavorare con una persona che ha un background culturale, e non intendo musicale, differente dal nostro. Ci ha dato una mano anche nelle parti di basso e posso assicurarti che è un musicista completo.
È stato grandioso lavorare con lui perché ci ha spinto a dare il meglio nella realizzazione di questo prodotto. Non mi basterebbe un giorno per dirti quanto mi ha dato lavorare con lui e quanto si può imparare da una persona come lui.
Speriamo di riuscirci a lavorare nuovamente insieme anche per il prossimo album. ( e qui ci ha raccontato aneddoti divertenti e la discussione si è protratta parlando di batteria, dinamiche ecc…).

Girli:Come sta andando con SPV? Cos’è successo con Century Media?

Mike: Con Century Media posso dirti che non è successo niente di particolare che ci ha portato alla rottura. Semplicemente tra noi la relazione non era più stimolante come lo fu all’inizio della nostra carriera.
Voglio precisare che noi dobbiamo molto a Century Media. Ci hanno sempre trattato bene e gli album che abbiamo fatto sono usciti grazie a loro.
Bisogna dire però che si sentiva nell’aria che era arrivato il momento di cambiare, che probabilmente il loro interesse verso di noi stava scemando.
Con SPV invece sembra che abbiamo trovato una casa discografica veramente interessata a ciò che facciamo. Ci hanno proposto un contratto per tre album e noi abbiamo accettato subito; quello che succederà dopo si vedrà.
In caso qualcosa non vada saremo liberi di cambiare nuovamente ma devo dire che al momento siamo veramente soddisfatti di come stanno andando le cose.

Girli: Com’è stato suonare all’Evolution Festival l’anno scorso?

Mike: Fantastico. Quello era veramente un posto fighissimo e rilassante. C’era il lago da una parte e le colline dall’altra. La gente ha reagito bene alla nostra proposta e ci ha supportato benissimo. C’era anche un bel pacchetto di bands. Per me è stata un’esperienza veramente cool.

Girli: C’erano anche i Cradle Of Filth. So che avete suonato molte volte con loro in passato. Come vi siete trovati?

Mike: Sono fuorissimi e divertentissimi. Ci siamo divertiti tantissimo in tour con loro ed in più ci facevano molti scherzi.

Girli: E’ vero! Mi è capitato di vedere un loro dvd in cui erano riportati estratti di un live in Canada insieme a voi!

Mike: Nooo! So di cosa stai parlando! (Risate…) Lo scherzo della farina, vero? Terribile! Per due giorni non siamo riusciti ad avere i capelli completamente puliti! Più la bagni e più si appiccica. Terribile! (Risate…) Sono veramente cool quei ragazzi.

Girli: Cambiamo discorso. Ho letto nel 1994 un’intervista ad Ares Tremendae Majestatis dove considerava i Moonspell dei Lupi Mannari Lusitani e diceva che vi consacravate alla luce della luna piena, scegliendo i vostri nomi di battaglia per nascondere le vostre identità segrete. Cosa ricordi di quel periodo?

Mike: Eh Eh Eh… Ricordo benissimo quel periodo. Eravamo molto convinti di quello che facevamo ed anche Ares era molto convinto di quello che diceva nelle interviste.
Comunque non è più con noi dal 1996-97 circa.
Bisogna dire che eravamo giovani quando facevamo queste cose. Andavamo nella foresta, passavamo le notti ad ammirare la luna affascinati dalla sua luce e dalla sua magia.
I nostri nomi di battaglia di quel periodo erano nati in quelle notti che per noi erano veramente speciali. Possiamo dire che eravamo anche estremi per alcune cose ma eravamo giovani e quindi non rimpiango di sicuro quei momenti perché eravamo molto uniti.
Eh Eh Eh… Certo alcune cose non le farei più ma di sicuro l’incanto lunare è rimasto molto radicato in noi.
Devi capire che per noi il Portogallo è un posto carico di magia e di tradizioni. Devi tenere presente che è una terra molto influenzata dalla cucltura celtica e dai loro usi.
A noi piaceva molto andare in giro per i castelli, camminare in mezzo alle foreste e collezionare le spade da antichi guerrieri. Tutto questo ci caricava di energia.
Era come assimilare l’energia degli antichi guerrieri.

Girli: Mi ricordo una vostra foto apparsa in una rivista nel periodo in cui usciva ‘Under The Moonspell’, quando eravate una six-men band; in quella foto eravate a spade alzate verso il cielo tra le mura di un antico castello.

Mike: Eh Eh Eh… Ricordo ancora benissimo quella foto, anche se a dire il vero ne abbiamo fatte molte di quel tipo. Noi passavamo le estati visitando quei castelli e riscoprendo le tradizioni degli antenati. Erano posti magici come ti ho già detto.
Siamo sempre stati attratti da quei posti ed io personalmente ogni tanto vado ancora a farmi lunghe passeggiate in posti di quel tipo.
Una volta eravamo molto attratti dall’oscurità. Sai… leggevamo molti libri che trattavano di occultismo e satanismo, soprattutto Fernando era quello più patito di tali argomenti.
Ora non ha più l’interesse che aveva quella volta in quanto legge cose molto più varie per arricchire la sua cultura e la sua passione per la letteratura e la filosofia. Comunque è stato un periodo divertente.
Anche in quel periodo le tradizioni musicali della nostra terra erano molto radicate in noi. Passavamo ore ad ascoltare la gente che suonava gli strumenti tipici delle nostre zone.
C’è molta misticità nella nostra terra; pensa che abbiamo anche un tempio dedicato alla dea Diana, la dea della luna. Capisci perché ci chiamiamo Moonspell? (Risate…).

Girli: Hai parlato di Fernando come di una persona profondamente legata alla cultura. So che è un grande lettore di libri di magia, di poesie e di letteratura in generale.

Mike: Fernando è una persona che ha una cultura molto profonda. Un po’ tutti noi siamo attratti dalla lettura, anche se io personalmente ora non leggo molto.
Fernando invece legge in ogni momento e di tutto. Legge poesia, filosofia, adora Nietzche, Goethe, Oscar Wilde, ecc…
Appena c’è un momento di tranquillità lo vedi con un libro in mano. Divora libri in quantità industriali ed è veramente affascinante sentirlo parlare delle cose che legge.

Girli: E’ ancora attratto dal pensiero di personaggi come Aleister Crowley o Anton La Vey?

Mike: Diciamo di sì. È ancora interessato a loro come scrittori.
Non ha più l’interesse estremo di una volta ma è ancora affascinato dai loro libri. Posso dirti che li considera, ed io la vedo allo stesso modo (ed anch’io… Nda.), degli innovatori.
Non guarda a loro come: Aleister Crowley = padre del satanismo moderno; Anton La Vey = fondatore della Chiesa di Satana e così via. Li vede come persone che andavano contro la chiusura mentale della gente, contro l’ottusità di alcune persone. Con ciò non voglio dire che in alcune cose non sono stati estremi ma se leggi per esempio la bibbia satanica di Anton La vey, puoi capire com’erano la mentalità ed il costume sociale nella seconda metà degli anni ’60, periodo in cui è stata scritta. ( e qui ci siamo soffermati a parlare di Aleister Crowley e dei suoi scritti).

Girli: Parlando nuovamente di musica, quali sono le bands che hanno influenzato la tua carriera?

Mike: Per me la band che ha iniziato tutto sono stati i Motley Crue. Poi ascoltavo Guns’N’Roses, Bon Jovi, ecc… ma i Motley Crue hanno iniziato il tutto.
Poi ho allargato i miei orizzonti ed ho scoperto i Bathory, i Celtic Frost, gli Slayer, i Morbid Angel, i Carcass, i Destructio, i Kreator, i Sodom, ecc… ancora adesso i miei ascolti sono molto vari.
Queste sono solo alcune bands ma potrei citartene veramente tante; credo che non ti basterebbe una pagina intera per fare una lista (Risate…).

Girli: E parlando delle nuove bands che cosa ascolti ultimamente?

Mike: Parlando delle nuove bands mi piacciono i Lamb Of God, i Killswitch Engage e altri che al momento non mi vengono in mente.
Diciamo che sono molto attaccato ai primi gruppi che ho ascoltato ma non disdegno le nuove bands. (l’intervista è proseguita parlando degli argomenti più disparati. Dai primi passi da musicista, ad argomenti divertenti e vari).

Girli: Bene Mike. Ora ti lasciamo raggiungere gli altri. Grazie ancora del tempo che ci hai concesso.

Mike: Vi ringrazio tantissimo. È stato un piacere parlare con voi e vi voglio là sotto a fare un po’ di headbanging.

Non siamo potuti mancare all’invito di Mike ed il collo il giorno dopo ce lo ha ricordato.