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Recensione Uada - Devoid The Light (2016)
Scritto da Stefano   
Domenica 28 Gennaio 2018 09:18

Uada - Devoid The Lifght (2016)

Gli americani hanno tanti pregi, ma il black metal non è proprio il loro pane. A parte qualche band (Absu per esempio), possiamo dire che il metallo nero e satanico è distante dalle corde del tipico ranchero del midwest. Gli UADA provengono da Portland e suonano un black metal “melodico”, influenzato da quanto prodotto nel vecchio continente da gente come gli Mgła (ne riprendono persino il trend di coprirsi il volto con le hoodies), che scorre senza nessun pensiero e nessuna punta drammatica. Questo basterebbe per finire la recensione.
Devoid The Light che funziona benissimo mentre stai cucinando e ascolti con mezzo orecchio. Fa da sottofondo e si confonde con il rumore del treno che passa a poca distanza dal balcone e con il rumore prodotto dai vicini rompicazzo. Ormai la moda è questa, c’è poco da fare. Black metal molto melodico, scorrevole, che non ha un briciolo di bestialità, di perversione o di estremo. Non so se è definibile come post-black metal o solo come un disco che, oltre ad un certo punto, non può andare. Questo è il genere che mi fa innervosire, perché è una sciacquatura di piatti senza nerbo e io, dal metal in generale, mi aspetto molto di più che scopiazzare qualcosa e portare sul mercato una cineseria. Probabilmente qualcuno, ascoltando la canzone sotto, sarà anche tentato di dirmi che si fa ascoltare, che non è male, ma vorrei dire così da stroncare sul nascere discussioni futili: i dischi, quelli grandi o quelli buoni (ormai è difficile arrivare a Grandi Dischi), non ti fanno mai esclamare “dai, non è male!”. Questo commento lo riservo ai dischi di band di seconda schiera che, pur gonfiando il petto, non sono altro che bolle di sapone.