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Party-San Open Air 2010
Scritto da Pondro   
Giovedì 21 Ottobre 2010 08:19

PartySan 2010

Bad Berka (Germany) 12 – 14 Agosto 2010

 

Come ogni anno dopo un inverno rigido e lungo torna l’estate e con essa I festival estivi vera e propria manna dal cielo per I metallari di tutto il globo!E per il sottoscritto il festival estivo più importante e al quale non si può mancare è il PARTY SAN OPEN AIR.Come sempre il festival si tiene nel minuscolo ma grazioso paesino di Bad Berka in mezzo alla campagna tedesca,un luogo tanto isolato quanto affascinante almeno per chi scrive.Come sempre partiamo qualche giorno prima per goderci un piccolo tour della terra tedesca a base di birra e specialità locali.Giungiamo a Bad Berka la mattina di Giovedì 12 primo giorno di festival, purtroppo ad accoglierci troviamo pioggia e una temperatura abbastanza rigida per il periodo ma dei metallari duri e sporchi come noi che si sfamano a pane e metal estremo non si faranno di certo bloccare da un problema così irrilevante!Espletate le formalità piazziamo la tenda e iniziamo subito a gustare le prime birrette in compagnia di amici che non vediamo da tempo in attesa dell’inizio dei concerti anche se la pioggia non cessa e il fango inizia a fagocitare qualsiasi cosa.

 

Il giovedì si apre con i KETZER band thrash/black che avevo potuto ascoltare saltuariamente su disco ma che dal vivo si rivelano una bella sorpresa. Ottima apertura di festival.
A seguire i tedeschi salgono sul palco i blackster MERRIMACK band che non conosco per nulla e che dopo un paio di canzoni iniziano già ad annoiarmi quindi approfitto per fare un giretto per gli stand dei cd.La notte scende sugli spettatori ed è il momento degli americani DEVOUREMENT band dedita al più ferale brutal-slam, purtroppo è un genere che davvero io non riesco a digerire ma nonostante questo rimango per alcune canzoni sotto al palco apprezzando la prova on stage degli americani anche se musicalmente la noia per me è abbastanza alta.

L’attesa del primo nome di spessore (almeno per me) però è finita ed è il momento dei grandiosi MONSTROSITY , band per la quale ho un amore viscerale.

La prestazione delle leggende americane è da paura in particolare quella del drummer e leader Lee Harrison e del cantante Mike Hrubovcak.La scaletta è da infarto: Remnants of Divination, Destroying Divinity, The Angel’s Venom, Imperial Doom, Definitive Inquisition, The Exordium, Manic, Dream Messiah e Final Creamation.Credo che con una setlist del genere, altre parole in merito siano superflue, tranne due: letteralmente mostruosi.

I THE DEVIL’S BLOOD non suscitando i miei favori li by-passo per concedermi la cena e qualche birra e per aspettare l’esibizione dei WATAIN ; la pioggia non molla un secondo di scendere ma il pubblico è impaziente e la scenografia pare promettere bene.Purtroppo invece fin da subito si capisce che l’esibizione non sarà di quelle memorabili un po’ per colpa della band un po’ per problemi tecnici non meglio precisati, l’esibizione si trascina fino alla fine lasciandomi veramente deluso.Ancora un paio di birre e poi a dormire in attesa della giornata di domani sperando che il tempo sia un po’ più clemente.

 

Il venerdì si apre subito con la pioggia a farla di nuovo da padrone, me la prendo con calma e mi perdo senza troppi rimpianti le prime due band ma dopo di loro è il momento dei miei amiconi LIVIDITY, niente può impedirmi di assistere allo show di Von Young e soci, l’esibizione vale tutta l’acqua presa, uno spettacolo grandioso per violenza e precisione e davvero divertente e anche loro sul palco dimostrano di passarsela alla grande!
Dopo di loro salgono sul palco gli ORIGIN band osannata in ogni dove ma ch io trovo alla lunga un po’ noiosa,ma la loro prova è assolutamente convincente e mostruosa dal punto di vista tecnico con il batterista John Longstreth e il bassista Mike Flores a farla da padrone, uno show davvero compatto come mi aspettavo avendone sempre sentito parlare bene, resta il fatto che su disco faccio una fatica unica a seguirli come si deve.Gli OFERMOD mi offrono la possibilità di fare una pausa ed andare un po’ in giro per le bancarelle e a bere un paio di birrette.Dopo di loro però è il turno dei PADRONI, gli ASPHYX una band storica, una band che il death metal l’ha fatto crescere mescolandolo con il doom più marcio per ottenere una formula unica e maligna come nessuno prima.La band si lancia in uno show spettacolare dove tutti i cavalli di battaglia vengono sputati sul pubblico con una forza sovrumana con un Martin Van Drunen sempre più violento a dirigere le danze.In assoluto i migliori!!!!!

Dopo i maestri olandesi è l’ora dei grandiosi DYING FETUS si dimostrano fin dall’apertura dello show come delle vere e proprie macchine da guerra inarrestabili,statici ma magnetici i nostri sparano alcuni pezzi della loro ultima fatica discografica Descend Into Depravity offrendo una sintesi succulenta di quello che è sicuramente uno tra i migliori album brutal death dell’anno scorso. Il live non è stato privo di chicche prese dalla loro lunga discografia (l’immancabile Kill Your Mother\Rape Your Dog e alcuni devastanti brani dal loro capolavoro Destroy The Opposition).

Veramente micidiali.

I SARKE decido di saltarli nonostante la presenza di Nocturno Culto non sia cosa da poco ma la stanchezza si fa sentire e poi dopo di loro c’è da gustarsi un'altra leggenda….Calata la notte, l’ennesima leggenda del death metal internazionale è montata sul palco del Party San: sto parlando degli healiner AUTOPSY. Per chi non conoscesse questo moniker, un po’ di storia risulta sicuramente fondamentale. Nel 1986 il batterista Chris Reifert, dopo aver inciso le parti di batteria di un certo Scream Bloody Gore si trasferì in California e fondò assieme al chitarrista Eric Cutler quella che fu una delle prime, vere, death metal band: gli Autopsy. La formazione odierna vede i due membri fondatori ancora attivi e sono stati proprio loro i mastermind dello show cui ho avuto l’onore di assistere. Il combo ha proposto un live di quasi un’ora e mezza di puro death metal old school: brani dal gusto ferale e mefistofelico degli anni ’80 caratterizzati da mid tempos cadenzati e massacranti che non hanno lasciato tregua ai presenti. Forse lo spettacolo è stato troppo lungo (vista la ripetitività delle canzoni un po’ troppo simili tra loro), ma la simpatia del batterista\cantante Chris Reifert ha influenzato non poco la riuscita del concerto. Ogni pausa tra una canzone e l’altra è stata un’occasione per istigare il pubblico a bere, per qualche brindisi gratuito al death metal o ad un’autocelebrazione ironica: questo il sense of humor del frontman degli Autopsy che, coerentemente abbinato al suono grezzo e sporco della sua band, ha offerto agli spettatori un micidiale connubio chiudendo in bellezza la serata.

L’ultimo giorno di festival inizia per me alla quarta band del bill, i NECROPHAGIST salgono sul palco e iniziano subito a sparare sul pubblico il loro death metal ultratecnico, lo show è sicuramente piacevole ma la sensazione è più quella che la band stia facendo il proprio compitino e basta,alla fine dello show non mi resta molto in testa se non la sensazione di aver visto una band si preparata ma un po’ troppo fredda.

Dopo di loro gli AURA NOIR capitanati dal bassista Apollion, hanno proposto una setlist corposa ed uno show all’insegna del black\thrash metal.

Non solo la band ha rivisitato brani presi da quasi tutta la propria carriera (Deep Tracts Of Hell, The Merciless e Hades Rise) ma ha regalato ai presenti una piacevole sorpresa. L’ultima canzone eseguita ha visto la presenza sul palco di Aggressor.

Nel marzo del 2005 infatti, il musicista era misteriosamente caduto dal quarto piano di una casa e vederlo entrare con le stampelle sullo stage del Party San è stata una bella trovata. Aggressor non potrà più suonare la batteria negli Aura Noir, ma la sua voce e la sua grinta rimarranno decisamente impresse nella memoria dei presenti al festival.
Ed ora un'altra leggenda sta per calcare il palco di Bad Berka, i NAPALM DEATH band che non ha bisogno di presentazioni e che come sempre dal vivo si dimostra devastante, dimostrando di migliorare con il passare degli anni e di non aver nessuna intenzione di lasciare il posto a qualche sbarbato con il ciuffo sugli occhi!Incredibile vedere Barney correre ovunque sul palco e quel mastodonte di Shane Embury massacrare il suo povero basso!

Strepitosi!

E dopo i Napalm è il momento di un'altra leggenda sta volta dagli Stati Uniti, i macellai SUFFOCATION per me una delle band più attese e una delle più importanti in campo death metal mondiale,una band che ha fatto scuola e continua a farne alla faccia di chi non credeva nella loro reunion.E anche sul palco (oltre che su disco) i nostri 5 demoni si dimostrano delle macchine da guerra inarrestabili con un Frank Mullen scatenato e un Mike Smith che tritura tutto e tutti dietro al proprio drum kit.

Lo show si è concluso con le famose Infecting The Crypts da Effigy of the Forgotten e la title track di Pierced from Within uno spettacolo che aspettavo da tempo e che non ha deluso nessuno!Tocca ora alla all star band LOCK UP che vede Tomas "Tompa" Lindberg (At The Gates) alla voce, Shane Embury (salito poco prima sul palco con i Napalm Death) al basso, Anton Reisenegger (Pentagram) alla sei corde e Nicholas Howard Barker (ex Testament, Dimmu BorgirOld Man's ChildBrujeria,Anaal NathrakhCradle of Filth Exodus) ma la stanchezza inizia a farsi sentire e decido di prendermi un po’ di riposo meritato e di sorseggiare dei prodotti tipici della terra teutonica!

E’giunto il momento di gustarsi l’ultima band della giornata e degni cerimonieri per la chiusura del festival, i mastodontici CANNIBAL CORPSE, tornano in terra tedesca a tritare cadaveri come solo loro sanno fare!

La set list è concentrata sulle ultime fatiche discografiche della band a stelle e strisce, George Fisher come sempre fa girare la sua chioma a velocità impressionante tra un growl e l’altro.

Alex Webster e Paul Mazurkiewich formano una sezione ritmica di rara precisione e potenza.

Il pubblico sembra apprezzare alla grande anche se tre giorni sotto la pioggia si fanno sentire e tutti rimangono immobili a farsi travolgere dalla potenza inaudita dei nostri.
Davvero un ottimo concerto che si conclude nel più classico stile Cannibla con la mostruosa Hammer Smashed Face accoppiata per l’occasione con una micidiale Stripped, Raped And Strangled

In conclusione a parte la pioggia che ha bagnato per 3 giorni i poveri spettatori possiamo dire che anche questo Party San si è rivelato perfetto per organizzazione e bill.

Difficile chiedere di più nella vecchia Europa!!!!

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Giugno 2011 08:26