live in italy

02.10.2022
Menu Principale
Risorse
Murderletter
Nome:
Email:

 

online poker

SWFobject

Contenuto alternativo flash

È necessario aggiornare il tuo Flash Player

Get Adobe Flash player

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Recensione Amorphis - Skyforger
Scritto da Stefano   
Sabato 14 Agosto 2010 20:00

Amorphis - Skyforger (Nuclear Blast 2009)

 

Amorphis-SkyforgerBastano le prime note di piano, doppiate dalla chitarra elettrica, per capire che il disco che abbiamo nel nostro stereo è stato concepito e realizzato dagli Amorphis. Il loro suono ormai è riconoscibile, pur continuando una mirabile evoluzione verso cifre stilistiche sempre più distanti dal death metal e riconducibili verso un metal dalle venature folk e con evidenti derivazioni settantiniane e leggermente psichedeliche. Esa, sempre sottostimato come chitarrista, ha riportato il gruppo verso gli highlights del periodo Elegy-Tuonela. Skyforger, nuova opera in studio dopo l'ultimo ed egregio Silent Water, accentua il percorso intrapreso con l'arrivo del nuovo singer Tomi Joutsen: un percorso fatto di melodie cristalline, potenti e con enorme pathos, poggiate su una struttura in cui il metal forgia uno scheletro potente ma agilissimo e il pianoforte, e i synth, donano profondità e appeal malinconico. Questo gigante si pone sulle spalle di dischi come Tuonela/Am Universum, ma sanno guardare avanti recuperando il passato remoto (Tales From The Thousand Lakes, Elegy).
Anticipato dal singolo Silver Bride, ottimo connubio metal-melodia "a la Amorphis", che richiama fortemente House of Sleep (da Eclipse, N.d.A.), Skyforger crea un intenso panorama di emozioni in musica, con grande lavoro vocale di Tomi Joutsen. Il singer, per chi non si fosse ancora convinto, ha portato il gruppo finnico verso nuove vette, consentendogli di sperimentare ulteriori terreni e mettendo un'ugola agile ed espressiva al suo servizio. Le clean vocals (come i chorus, celestiali ed elegiaci, spesso forniti dal bassista/vocalist dei Nightwish) spaziano dal malinconico a certe derive più "americane", ma non vengono tralasciati momenti in cui il potente growl di Tomi ritorna a parlare prepotente (Majesty Beast, creatura forgiata su riff rocciosi e leggermente orientaleggianti, ma con aperture pulite; il rimando a brani come Greed o First Doom non è casuale).
Dove l'apertura (Sampo) è forgiata su un riffing esuberante e lisergico, la successiva From The Heaven of My Heart apre alla malinconia con il pianoforte per poi costruirci intorno ramificazioni via via sempre più corpose e avvolgenti. Le chitarre di Esa e Tomi K. hanno raggiunto vette d'intesa ancora più sublimi, cesellando riff e passaggi a prima vista scontati o lineari ma che si rivelano perfettamente funzionali.
Capolavoro l'uptempo di Sky is Mine, in cui gli echi del periodo Tuonela (con quel suo riff in continuo crescendo e l'esuberanza melodica) si fondono con una produzione perfetta.
Nuovamente gli echi e gli effetti seventies sono il flavour che insaporisce le partiture chitarristiche, circolari ma dotate di ottimo groove, e il tutto crea la base per una delle canzoni più pregne emotivamente: My Sun.
Il crescendo culmina nel climax del ritornello e il già citato andamento circolare del riffing fa filtrare la tradizione orale del Kalevala nel plattern metal.
Se Highest Star esprime il lato più folk del gruppo, con tanto di introduzione di flauto e arpeggio di chitarra, la successiva Skyforger stupisce per iniziare sorniona (il pianoforte vellutato, il pizzicato della chitarra e un etereo flauto) fino all'entrata in scena della batteria e di un riffing caldo e roccioso. La title-track è un ottimo compendio di quanto si diceva, unendo espressività vocale magistrale di Tomi Joutsen alle vette emotive di capolavori come Tuonela.
Dopo l'overture emotiva data dal trittico My Sun, Highest Star e Skyforger, si ritorna ad un metal più diretto con Course of Fate, lineare e strutturata sul lavoro egregio dei due chitarristi e linee vocali giocate sempre sull'alternanza clean/growl.
Chiude questo masterpiece il capolavoro nascosto del disco, la canzone che, al primo ascolto, potrebbe sfuggirvi: From Earth I Rose. La sublimazione di dischi come Tales... ed Elegy viene compiuta, avvolgendo i fili della tradizione sonora amorphis con il presente luminoso. L'urlo iniziale di Tomi è passione e l'impasto fra le chitarre acustica ed elettrica sostiene un pezzo che detiene lo scettro di diadema nascosto.
In chiusura si potrebbero dire molte cose... ma forse la cosa più giusta l'hanno detta gli Amorphis stessi in Highest Star: ...i knew it was my masterwork/ I felt the strenght of gods....

9/10

Web: www.amorphis.net

Lineup:
Tomi Joutsen - voce
Tomi Koivusaari - chitarra
Esa Holopainen - chitarra
Niclas Etelavuori - basso
Santeri Kallio - tastiera
Jan Rechsberger - batteria
Marco Hietala - cori

Tracklist:
1. Sampo
2. Silver Bride
3. From The Heaven of My Heart
4. Sky is Mine
5. Majestic Beast
6. My Sun
7. Highest Star
8. Skyforger
9. Course of Fate
10. From Earth I Rose

Bonus Track:
11. Godlike Machine (versione deluxe)

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Settembre 2010 15:43