live in italy

10.08.2022
Menu Principale
Risorse
Murderletter
Nome:
Email:

 

online poker

SWFobject

Contenuto alternativo flash

È necessario aggiornare il tuo Flash Player

Get Adobe Flash player

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Amorphis - Elegy 20 anni dopo
Scritto da Stefano   
Martedì 17 Maggio 2016 07:39

Amorphis - Elegy (1996)

Elegy è stato il primo disco che ho comprato degli Amorphis. Non il primo che ho ascoltato, vorrei vantarmi e dire che ho conosciuto questi finnici con Tales… ma, cristo, no… li ho conosciuti con Tuonela. Che, per carità, è un disco fighissimo e che apprezzo molto più di Am Universum (parere personale, sia chiaro). Tuonela è stato l’ultimo grande disco della vecchia formazione con Pasi alla voce, ma Elegy, beh, si posiziona su un livello tutto diverso.

Gli Amorphis sono quella band che ti potresti aspettare di sentire passare in una radio, ma non passeranno mai. E sì che in Finlandia ci passano anche, ma si sa, lassù fra alcool, renne e poco sole, le idee scorrono più veloci.
Recensire questo disco? Neanche per idea. L’ho già fatto tanti anni fa proprio su TMI e mi basta. Chi lo conosce sa che perla ha davanti, chi non lo conosce meglio che se lo procuri e la smetta di seguire quelle porcate ultraterrene che spacciano per viking/folk/barbon-metal.
Cazzo, vogliamo mettere quanto animo folk, quanti paesaggi nordici, quanto gelo, belle donne con i capelli biondi e lambiti dal vento freddo della Terra dei Mille Laghi c’è in questo Elegy in confronto allo spirito medievale d’accatto di trequarti delle uscite successive?
Elegy sa di racconti intorno al fuoco, di leggende tramandate da nonno a nipote, di solitudine a guardare la tundra mentre il sole scende per risalire molto tempo dopo. Elegy profuma di freddo, di antichità e di ricordi.
E, cazzo, mi commuovo ancora quando sento My Kantele.