live in italy

20.09.2017
Menu Principale
Risorse
Murderletter
Nome:
Email:

 

online poker

SWFobject

Contenuto alternativo flash

È necessario aggiornare il tuo Flash Player

Get Adobe Flash player

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Motörhead - Orgasmatron (30 anni dopo)
Scritto da Stefano   
Venerdì 27 Maggio 2016 08:33

Articolo scritto da SKAN e Stefano e apparso su: https://themurderinn.wordpress.com/2016/04/07/i-am-the-one-orgasmatron/

I AM THE ONE ..... ORGASMATRON!
Diciamolo, da quando Lemmy è morto, tutti adorano i Motörhead. Tutti erano fan dagli inizi. Tutti ne hanno sempre parlato bene. Poi ti ricordi i discorsi e ti viene da tirare su un bolo di catarro e sputare. Perché è sempre così: i Motörhead sono diventati alla portata di tutti (come gli AC/DC, che vengono visti anche da gente che con l’hard rock non c’entra un cazzo di nulla) e tutti possono permettersi di dire qualcosa a riguardo.
Preferivo, sinceramente, quando sentivo il classico: Lemmy fa da una vita lo stesso disco.
Vero, ma sapete una cosa? Lo fa anche bene. Era il suo stile, non l’ha copiato da nessuno.
Visto che nel 1986 ero ancora in preda alla sbornia da Cristina D’Avena (con molta probabilità, a bruciapelo non mi ricordo cosa ascoltassi quando avevo 5 anni), i Motörhead sono arrivati alle mie orecchie sull’onda di Ace Of Spade (una delle canzoni che sanno tutti, ma tutti… anche a cazzo di cane) e poi, con l’età che prendeva il sopravvento, ecco che è arrivata la cover dei Sepultura di Orgasmatron. E botta. Avete presente come la suonano i quattro brasileri? Sporca, grezza, cattiva, bruciata? Ecco come sono entrato in contatto con questo disco di Lemmy & Co (esatto, si chiama Orgasmatron).
Sono entrato dalla porta di servizio, perché fino a quel momento conoscevo sì e no un paio d’album. Il resto mancia. Poi ho sentito Orgasmatron rifatta dai Sepultura e sono andato a scoperchiare il vaso di pandora… e da qua ecco Deaf Forever e compagnia cantante.
Ammetto una cosa, in chiusura, non sono mai stato un fan hardcore di Lemmy&Co. Conoscevo solo una ragazza che era sfegata dei Motörhead, una di quelle che li esaltavano in tempi non sospetti.
Per me i Motörhead sono una costante: qualcosa che c’era, c’è e ci sarà (anche adesso che Lemmy ha lasciato questa valle di lacrime).
Se ho voglia di gettarmi in qualcosa che conosco, un loro disco non tradisce mai.

[Zeus]

Non ho voglia di fare una recensione di questo disco. E’ un disco dei Motörhead, non c’è niente da dire.
Voglio più che altro fare una riflessione su cosa sono significati i Motörhead per me, che nell’86 avevo 5/6 anni.
I Motörhead erano un punto fisso, qualcosa che c’era stato, era presente ed ero sicuro, fino a gennaio, che ci sarebbero sempre stati. Non era un gruppo, era più un entità astratta, che ti dava un senso di stabilità; li concepivi come se fossero sempre esistiti, facevano quel tipo di musica da sempre e l’avrebbero sempre fatta, sempre. Quando è morto Lemmy, ho avuto quella sensazione come quando torni dalle ferie, che ci metti un attimo a riadattarti ai ritmi del lavoro. Qualcosa che si dava scontato fosse eterna era finita, ora bisogna andare avanti senza i Motörhead.
Sono sicuro che si vedranno sempre in giro sempre magliette dei Motörhead, ma per favore, ogni tanto ascoltate anche qualche disco dei Motörhead, che la cosa che si tende a dimenticare, che oltre che all’essere un immagine iconica di un certo tipo di rock, Lemmy scriveva anche ottime canzoni, e ne ha scritte molte altre oltre Ace of Spade.

[Skan]