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Recensione Birds Of Prey - Sulfur & Semen
Scritto da Stefano   
Martedì 17 Agosto 2010 12:58

Birds Of Prey - Sulfur & Semen (Relapse Records 2008)

 

BirdsOfPrey-SulfurAndSemen

I Birds of Prey ritornano sul luogo del misfatto con un malefico ghigno stampato sulla loro sudista (sudicia) faccia. Dopo il marcissimo "Weight of The Wounds", mettono nelle vostre orecchie questo pezzo di carne avariata chiamato "Sulfur and Semen". Disco che di nuovo si pone nellarotta degli Entombed, degli stessi Birds of Prey e mette qualche accento sulla componente stoner.
Stessa attitudine a brutalizzare strutture già masticate dal gruppo svedese e risputarle con testi osceni ed estremi.
Non c'è praticamente nulla di innovativo nel disco, ma tutto è fatto con perizia e cattiveria e prosegue in maniera degna il discorso iniziato con il primo album.
Ben Hogg è ancora il licantropo dietro al microfono, sputa fuori lyrics che sanno di brutalità e di sporcizia e te le appiccica addosso (anche se il sospetto che utilizzi qualche linea vocale del precedente disco c'è).
Oltre alle partiture sulla scia degli Entombed, si vede anche un accenno di riffing (diciamo che siamo nelle vicinanze della scopiazzatura) dei Megadeth (Symphony of Destruction), in "Satisfy the 45" (nonchè riprende la linea vocale di "Mangled by Mongoloids (Ripped apart by the retarded)" del primo disco).
Ossessività è decisamente la parola d'ordine per "Lice Halo", riff che con il suo andamento provoca vero nervosismo (si è tentati di andare avanti), ma poi rallenta e riporta il tutto nella Svezia degli anni '90.
Qualcosa dei Black Sabbath/stoner esce con traccia nove ("To My Victims' Families"), anche se ovviamente viene strangolato da un andamento da sega circolare.
Il tappeto prodotto dalla batteria in "Overfucked and Underanged" è un continuum per tutto il pezzo, fino al necessario rallentamento al limite del doom (ci avevano abituati a questo anche nel loro disco precedente).
Accelerazioni e rallentamenti, ripetizioni ossessive (che sanno di morboso, più che di ipnotico) percorrono pericolosamente tutto il disco, riuscendo a garantire quel necessario groove a tutti i pezzi.

GIUDIZIO:
Disco che conferma quanto di buono detto nel primo disco. Sorge qualche dubbio sull'utilizzo di strutture o linee vocali del precedente disco già nella seconda prova (o in riff copiati spudoratamente). Ma in fin dei conti non ci si aspetta niente di meglio da un "birds of prey".

6,5/10

Web:

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Lineup:
Ben Hogg - Vokills
Erik Larson - Guitar
Bo Leslie - Guitar
Summer Welch - Bass
Dve Witte - Drums

Tracklist:
1. bleed, blister or cum
2. show him to the ground
3. mentoring the mongoloids (return to the attic)
4. turning big rocks into little rocks
5. murder the homeless/ burn the upperclass
6. where black lungs don't breath
7. lice halo
8. satisfy the 45
9. to my victims' family
10. overfucked and underaged
11. liquor blister