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Recensione Waldheim - Fight Against Time
Scritto da Bloody Marha   
Mercoledì 11 Agosto 2010 14:48

Waldheim - Fight Against Time (Santo Grial 2009)

 

Waldheim-FightAgainstTimeFondere insieme due sottogeneri che in comune hanno davvero poco, come ad esempio il death e il gothic, potrebbe risultare arduo; se non altro perché inevitabilmente in ogni fusione che si effettua la risultante è sempre che uno dei due stili predomina sull’altro. E questo è un po’ quello che, apparentemente non volutamente, è accaduto agli esordienti Waldheim, che a scapito del nome che in tedesco suona come “casa della foresta”, vengono dalla Spagna. La band nasce con l’intento di fare death metal, con l’ausilio di una voce maschile (semi-growl) ed una femminile (pulita, ma non troppo lirica), e di tastiere. Certo elementi insoliti (o almeno presi insieme) per lo scenario a cui di solito appartiene il death. “Fight Against Time” si apre con la titletrack dalle migliori intenzioni, riff graffianti sormontati da melodiche atmosfere sinfoniche, accompagnate dal cantato maschile ben eseguito e le risposte (mi permetto di dire non proprio all’altezza) femminili. Le tastiere fanno incursioni qua e là per amalgamare la carica di elementi che convergono nel brano. Il sound è death seppur melodico, con spruzzate di gotico (forse semplice influenza del cantato di Mina); nella traccia “Lost in the Rain”, fanno un ingresso, che difficilmente passerà inosservato, delle tastiere stilisticamente rubate alle abili mani del tastierista dei Nightwish, Tuomas Holopainen. Scorrendo le altre canzoni si ripete lo schema iniziale, un beauty and the beast ispirato a band come Sirenia e Leaves’ Eyes, che tende a ripetersi per diversi pezzi intervallati solamente dalla ballata piano-voce “Break the Silente”, e finalmente a rompere questa monotonia che stenta a catturare l’ascoltatore, ecco sbucare un brano ben strutturato come “We Will Fall Together”, nulla di trascendentale, se non qualche riff leggermente più elaborato, meno botte e risposte dei due cantanti e qualche piccolo ricorso all’elettronica per modificare la voce; che riescono a far classificare questo come il brano death migliore. In risposta “Illuminati” è il migliore, stilisticamente più vicino al gothic. Insomma una bella lotta tra generi in questo disco, e sebbene la band manchi ancora di un proprio trademark, e necessiti sicuramente di trovare una sua strada (forse anche scegliendo di rivedere alcuni elementi poco convincenti dell’album, come la voce e la troppa similarità delle tracce). Altrettanto difficile è per me decretare a chi possa interessare questo cd, ma da gothic-addicted quale sono, credo che i fan dark del metal, gradiranno delle sfuriatine di chitarre un po’ diverse dal solito!

6,5/10

Web:www.myspace.com/hogardelbosque

Lineup:

Roberto Rojo ´´Fitti´´ - voce
Noemi Mendicote ´´N. M. Mina´´ - voce
Diego ´´D. Hole´´ - chitarra
Mikel ´´M. I. Sword´´ - chitarra
Aratz Setien - basso
Jessica - tastiere, samplers
Álex de Benito – batteria

Tracklist:
1. Fight Against Time
2. Bridge Of Sand
3. Lost In The Rain
4. Break The Silence
5. March Of Empty Souls
6. We Will Fall Together
7. Illuminati
8. Memories Of Fate
9. Valzer Infinito
10. Forest Ending